Sono orgogioso di lavorare insieme a Mario Ajazzi Mancini a una nuova collana editoriale, Nadie se conoce.
Il logo della collana, disegnato da Alice Rossi riprendendo Goya, ispira una particolare curiosità.
Nel frattempo abbiamo pubblicato un nuovo volume (direi un tomo!) dedicato a John Florio, una bella ricerca di Davide Gucci.
Presto avremo una riedizione di un'opera di Kafka, la nuova edizione dell'Orfeo. Euridice. Hermes. di Rilke, e altro.
Di seguito la presentazione della collana a cura di M. A. M., tratta dal sito di Press & Archeos.
Nadie se conoce.
Dire che la collana che porta questo nome sia una scommessa, un
azzardo in vista della produzione di un nuovo sapere è probabilmente
ozioso. Come per quasi tutte le novità, le nuove idee che si professano
originali nell’aprire prospettive di indagine, o fondarne diverse, si
potrebbe affermare che di nuovo ci sia ben poco. Variazioni sul tema,
salti di paradigma che spostano in avanti il sistema del sapere di pochi
centimetri. Quasi a non accorgersene neppure. Nuovo forse è l’intento,
un po’ fuori moda. Disattivare, per quanto possibile quel sistema,
renderlo inefficace, al fine di mantenerne intatto il “non sapere”, il
“non saperne nulla” se non mettendo in gioco e in funzione le parole.
Scrivendo – invitando autori a farlo – sui temi che ci piacerebbe
accogliere all’interno della collana stessa. La poesia e la narrativa,
nelle loro pratiche, la teoria e la ricerca letteraria, negli interpreti
che ci sono più cari. Rilke, Kafka, Celan, solo per iniziare …
Sollevare dubbi, incertezze, equivoci, al fine – se ce n’è – di mettere
in scacco quello che si sa, esponendone e trattenendone il non saputo,
di cui niente si conosce. Per non saperne, allora. Per sbagliare. Per
farne sorgere l’improduttività. L’inoperosità dell’opera. Qual fare che
non fa (e non sa) che tuttavia ne celebra mistero e meraviglia. Che
probabilmente la ispira. Qualcosa che somiglia alla festa, a quel sabato
infinito dove ha dimora la letteratura, al quale si auspica di poter
tornare indenni.
L’intestazione della collana – come il logo – vengono dal Capriccio numero 6 di Francisco Goya
del 1799. Esposizione dei vizi, delle atrocità, delle superstizioni
dell’epoca. Figure bizzarre, talvolta feroci o crudeli, essenzialmente
inefficaci dal punto di vista allegorico. Come nella rappresentazione
mascherata del nostro titolo, dove il significato figurale coincide col
letterale, evidenziando il dramma di una identità che non riesce a
raffigurarsi, perché nessuno davvero non si conosce, non ha sapere di
sé. Dando luogo soltanto ad una commedia degli equivoci, in cui ogni
festa o ricorrenza accertabile può rivelarsi illusoria, se non
micidiale.
M.A.M.
Press & Archeos - Nadie se conoce